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Donne, governo e istituzioni Anna Kuliscioff tra coscienza politica e impreno sociale

ESPOSITO VINZI Marianna
Date de parution 29/08/2025
EAN: 9782385130947
Disponibilité Disponible chez l'éditeur
Questo volume nasce da una esigenza di testimonianza di una importante figura di donna, di intellettuale, di militante politica, di studiosa di scienza medica, per omaggiarne la memoria a cento anni dalla morte, avvenuta nel 1925. L’autrice si propon... Voir la description complète
Nom d'attributValeur d'attribut
Common books attribute
ÉditeurTHIERRY SAJAT
Nombre de pages108
Langue du livreItalien
AuteurESPOSITO VINZI Marianna
FormatPaperback / softback
Type de produitLivre
Date de parution29/08/2025
Poids170 g
Dimensions (épaisseur x largeur x hauteur)10,50 x 14,50 x 20,50 cm
De Marianna ESPOSITO VINZI
Questo volume nasce da una esigenza di testimonianza di una importante figura di donna, di intellettuale, di militante politica, di studiosa di scienza medica, per omaggiarne la memoria a cento anni dalla morte, avvenuta nel 1925. L’autrice si propone di contribuire alla contestualizzazione storica della personalità di Anna Kuliscioff, del suo pensiero e dell’eredità che ha lasciato nella lotta per l’emancipazione femminile, tenendo conto del suo rapporto con il nascente socialismo dell’Italia di fine Ottocento e di inizi Novecento. Alla luce delle reti politiche di appartenenza e di solidarietà di cui fece parte, tra impegno sociale ed emancipazione femminile, Anna Kuliscioff fa parte di quel gruppo di donne che desideravano vedere esplodere la famiglia patriarcale e che credevano in altri modelli da far sorgere, attraverso la strada del socialismo rivoluzionario. Trovò solidarietà femminile in Alessandrina Ravizza, Adelheid Popp-Dworak, Clara Zetkin, Paolina Schiff, Anna Maria Mozzoni, Argentina Altobelli, Ersilia Majno Bronzino e in molte altre donne le quali, emancipazioniste come lei, erano convinte che la questione della donna non riguardava solo l’etica ma l’economia e che la spinta verso l’affrancamento dal dominio maschile doveva passare per l’accesso della donna alla politica e alle professioni.