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Au Revoir Algeria

Cattacin Sandro, Fois Marisa, S. CATTACINM. FOIS, Cattacin Sandro, Devillers-Pierson Aminata
Publication date 15/08/2022
EAN: 9782883511149
Availability Available from publisher
Chi sa che le svizzere e gli svizzeri sono emigrati in Algeria? Si è trattata di una migrazione economica, che ha contribuito alla controversa colonizzazione francese. Al contrario, sono senz'altro noti i buoni uffici della Confederazione svizzera e ... See full description
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Common books attribute
PublisherSEISMO
Page Count68
Languageit
AuthorCattacin Sandro, Fois Marisa, S. CATTACINM. FOIS, Cattacin Sandro, Devillers-Pierson Aminata
FormatPaperback / softback
Product typeBook
Publication date15/08/2022
Weight2 g
Dimensions (thickness x width x height)0.50 x 17.00 x 24.00 cm
Chi sa che le svizzere e gli svizzeri sono emigrati in Algeria? Si è trattata di una migrazione economica, che ha contribuito alla controversa colonizzazione francese. Al contrario, sono senz'altro noti i buoni uffici della Confederazione svizzera e il ruolo di facilitatore durante le negoziazioni per l'indipendenza dell’Algeria dalla Francia. Inoltre, la Svizzera ha accolto indipendentisti, rifugiate e rifugiati algerini, nonché fornito aiuti allo sviluppo.Pur non possedendo colonie nel senso amministrativo del termine, la Svizzera ha preso parte alla colonizzazione. Come avveniva per il resto dell’Europa, le svizzere e gli svizzeri erano spesso percepiti come colonizzatori. Lo sono stati veramente? E in che modo?Attraverso la storia di una famiglia, questo fumetto ripercorre la presenza svizzera in Algeria. I coloni, il rapporto con il popolo algerino, l’esportazione di una "svizzeritudine" immaginaria e di presunti valori svizzeri, gli scontri e gli incontri, e infine il "ritorno" dall’oltremare che assomiglia a un’odissea. Il fumetto racconta l’arrivo in quello che viene considerato il proprio paese d’origine ma in cui non ci si riconosce, in cui la tutela necessaria sembra inesistente e le promesse fatte non vengono mantenute. Il “ritorno” è percepito come una punizione: ci si sente vittime dimenticate e senza diritti.